Mario Bastianelli: l'americano di Martinsicuro che sogna di vincere un mondiale master da dedicare a sua madre


23 Settembre 2010
 

Milioni di italiani, si calcola ben trenta, ovvero l’equivalente della popolazione italiana censita al momento dell’Unità d’Italia, dalla fine dell’800 agli anni ’70 emigrarono negli Stati Uniti e altri paesi. Si lasciava l'Italia per cercare un'esistenza migliore, abbandonando la propria città, il proprio paese, la famiglia, la casa, il lavoro dei campi e conservando nei ricordi le proprie tradizioni, la propria cultura e la propria lingua, andando nei paesi stranieri a lavorare nei cantieri a costruire strade, ponti, ferrovie, grattacieli. Lavorarono anche nelle fabbriche, nei campi e persino nei deserti per trasformali in terra fertile.  Era una vita dura quella degli emigranti, poichè la fatica non era giustamente retribuita, tuttavia, molti rimasero lì, prendendo la residenza del paese di cui erano ospiti, facendosi raggiungere dal resto della famiglia, che prima di partire era costretta a vendersi tutto.

Tra loro vi era anche Tito Bastianelli che all’ètà di quattordici anni parte da Colonnella (Teramo) alla volta dell’America per affrontare da solo, il “viaggio della speranza”. I suoi genitori lo raggiungeranno in seguito. Intanto Tito conosce Maria, di origine cubana, e dal loro matrimonio nascono sette figli. Mario, oggi trentanovenne ciclista della Melania Omm, nasce il 19 settembre 1971 a Brick, comune degli Stati Uniti d’America, contea di Ocean, stato del New Jersey ed è l’ultimo dei sei fratelli.

Una famiglia che non ha particolari problemi economici, grazie al duro lavoro di papà Tito e di mamma Maria, ma soprattutto una famiglia di appassionati e praticanti sportivi. Italo Bastianelli in sella al cavallo d’acciaio si aggiudica la manifestazione che assegnava il titolo nazionale statunitense juniores. Stella è un’autentica promessa delle due ruote a stelle e strisce, ha partecipato ad una selezione per i campionati del mondo e conquistato diversi successi. Tito Bastianelli è il fratello maggiore, il primogenito a cui è stato dato lo stesso nome del padre, anche lui gareggia in bicicletta.

Mario segue assiduamente le gare a cui partecipano i suoi tre fratelli, gioisce per i loro successi e probabilmente sogna di salire presto in bicicletta anche lui. Poi all’età di cinque anni è testimone della rovinosa caduta che coinvolge suo fratello Tito, il quale riporterà serie ferite rimanendo per due giorni in coma. L’angoscia pervade l’intero ambiente familiare.

Dopo questo episodio, che avrebbe potuto trasformarsi in un dramma, papà Tito decide di limitare a tutti lo svolgimento dell’ attività sportiva, la paura che quei drammatici momenti possano ripetersi porta istintivamente il genitore a prendere questa decisione con il chiaro intento di proteggere i propri figli, ma da uomo di sport recederà ben presto da questa posizione. Così Mario si avvicina alle gare podistiche, a cui partecipa insieme a suo padre, poi il triathlon e a sedici anni il ciclismo. La prima bicicletta, una Eddy Merckx di colore rosso, è il regalo che il possente e longilineo ciclista riceve da suo padre.

Le prime pedalate tra gli juniores con i colori della società ciclistica Atlantic Bicicle Goble, poi la lenta e insesorabile crescita, visto che le categorie sono legate all’età anagrafica degli atleti, sino ad arrivare ai dilettanti. Mario Bastianelli ha grandi potenzialità e margini di miglioramento, in molti sono pronti a scommettere su di lui e gli viene concessa la possibilità di svolgere attività a livello nazionale. Così si trova spesso a dover fronteggiare un certo George Hincapie, ciclista di Farmindgale (New York)che approderà al professionismo nel 2003 alla Motorola e la sua storia si lega indissolubilmente a quella di Lance Armstrong. Hincapie sarà al fianco del suo capitano nelle formazioni Motorola, US Postal Service e Discovery Channel, partecipando a tutte le sette edizioni del Tour vinte dal campione texano e nel 2008 ha accompagnato Alberto Contador nel suo primo trionfo francese. Ma i fasti di questi trionfi erano ancora lontani per Hincapie, che all’epoca era un giovane promettente proprio come Mario Bastianelli che è riuscito più volte a batterlo e dopo diversi anni quei ricordi e quelle istantanee dei successi conquistati al cospetto del ciclista newyorchese acquistano maggior valore. Nel ’91 il ventenne ciclista frequenta l’università, sceglie Fisioterapia.

Si divide tra gli studi e le gare. Parteciperà anche ad una manifestazione a tappe open insieme a professionisti di primo piano del ciclismo americano ed europeo, mettendosi più volte in mostra. Viste le origini italiane della sua famiglia, Mario conosce l’italbici e comprende che nella nostra vi siano maggiori possibilità per provare il grande salto tra i professionisti. Il nostro movimento presenta numerose formazioni dilettantistiche, tra le quali anche quelle più piccole svolgono attività su tutto il territorio nazionale e offrono l’opportunità di mettersi in evidenza. Così matura in lui l’idea di trasferirsi per quattro mesi in Italia e misurarsi con i coetanei italiani, nella speranza di veder trasformarsi in realtà il sogno di tutti i giovani ciclisti, quello di emulare i campioni dello sport delle due ruote. Arrivato in Italia si stabilisce a Martinsicuro, dai parenti di suo padre. La sfortuna è in agguato e recatosi ad Aprilia per una visita ad alcuni parenti di sua madre, decide di partecipare ad una gara che si svolge a Latina.

Una rovinosa caduta lo costringe al ritiro, per alcuni secondi Mario ha rivissuto le drammatiche immagini della caduta del fratello maggiore Tito, ma per fortuna lui riporterà soltanto lievi ferite e diverse escoreazioni, anche al viso. Ritornato a Martinsicuro, Mario conosce Vincenzina che da lì a poco diventerà la sua compagna. Colbuccaro segna l’esordio nelle gare internazionali per il ciclista statunitense che sogna i professionisti, con le insegne del Team America, formazione di club che gli permette di svolgere l’attività internazionale. I quattro mesi trascorrono in fretta, la simpatia e frequentazione con Vincenzina si trasforma in amore, quello vero che resiste a sei mesi di lontanza, quando Mario rientra negli States per terminare gli studi. Ma l’amore per Vincenzina e il mondo delle due ruote italiane sono troppi forti e abbandonati gli studi, decide di ritornare a Martinsicuro. Audax Piobbico e Bajengas sono le formazioni dilettantistiche che tesserano Bastianelli tra i dilettanti. Ma ancora una volta la sfortuna, decide per il giovane atleta di Brick, i lancinanti dolori al ginocchio destro  lo costringono a sottoporsi a ben tre interventi in cinque anni, di cui uno effettuato in Colorado e al termine del quale il medico gli aveva sconsigliato di tornare a gareggiare.

Così svanito il sogno di poter approdare i professionisti, senza aver avuto l’opportinità di dimostrare il suo reale valore, Mario non si arrende. Scegli il lavoro in fabbrica, magazziniere in un’azienda di Colonnella e nonostante le raccomandazioni del medico statunitense, lui continua a gareggiare in bicicletta, tra i cicloamatori. Nella stagione 2004 approda alla Melania, la società ciclistica presieduta da Fabrizio Petritoli e ancora oggi veste i colori bianco celesti della formazione di Piane di Montegiorgio. L’amore, fortunatamente non va di pari passo con la carriera agonistica, e dopo il matrimonio con Vincenzina arrivano Gloria (11 anni) e Daniele (7 anni). Tra i cicloamatori, Mario Bastianelli conosciuto come “L’americano” conquista numerosi successi, partecipa in più occasioni al mondiale di St. Johann in Tirol con i colori della nazionale italiana. Il 2008 è un altro anno “nero” per Mario, che perde il lavoro e cade rovinosamente ad Appignano. Ma il forte temperamento di questo “americano” innamorato della sua famiglia, di Martinsicuro e del ciclismo, lo riportano ben presto a risalire in bicicletta e tornare a gareggiare. Il 2009 è segnato dalla scomparsa di mamma Maria e proprio per ringraziare sua madre, ma anche papà Tito, dei sacrifici compiuti per crescere una famiglia con ben sei figli e avergli regalato l’opportunità di svolgere quest’affascinante attività sportiva, continua a correre. Da quel 22 giugno Mario Bastianelli coltiva il sogno di onorare la figura di sua madre vincendo il campionato del mondo Master. Ma siamo sicuri che ben presto Super Mario vincendo una gara, alzerà lo sguardo e il dito al cielo, indicando sua madre che continua ad essergli vicino anche da dietro quell’impenetrabile coltre di nubi bianche.

 

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