Enzo Isidori: il primo capitolo di una vita divisa tra famiglia e ciclismo

25 Ottobre 2010

Montegiorgio (FM)
 

Quello che vi proponiamo è il primo capitolo della straordinaria storia ciclistica di Enzo Isidori, ciclista della Melania Omm che al termine della stagione ciclistica 2010, la sua trentacinquesima stagione agonistica, annuncerà il ritiro dalle gare agonistiche e sarà festeggiato dai compagni di squadra e dirigenti

“La storia siamo noi, nessuno si senta offeso, siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo. La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso”. Canta il “Principe” dei cantautori Francesco De Gregori che compose questa splendida canzone nel 1997. Chi invece la storia, sua e della società ciclistica master Melania, continua a scriverla dall’ormai lontano 1975 è Enzo Isidori. In due quadernoni a quadretti ha raccolto dati sulla sua attività ciclistica con maniacale precisione e continuità, chilometri percorsi in allenamento, in gara, manifestazioni a cui ha partecipato, piazzamenti e vittorie conquistate.

 

I numeri di trentacinque stagioni. 267061 i chilometri percorsi, 1369 le gare a cui ha partecipato nella sua carriera, di cui 1037 con le insegne delle varie formazioni Melania. 436 le vittorie conquistate dal 1975 (395 in maglia Melania) tra cui 80 successi assoluti. Una carriera nata quasi per caso quella di Enzo Isidori che nella stagione 1975, all’età di 26 anni inforca la bicicletta per svolgere la sua seduta di allenamento quotidiano che lo aiuta a mantenersi in forma. Incontra altri ciclisti e si lancia prontamente al loro inseguimento, e dopo averli raggiunti chiede loro cosa deve fare per iniziare a correre in bicicletta. Le salite lo entusismavano e informato dell’imminente svolgimento della gara in salita da Sarnano a Sassotetto, si presenta al negozio di Sauro Rogante, meccanico di biciclette, chiedendo di poter partecipare a quella gara. Ma non vi riuscì. Comunque la sua determinazione lo porta ad iniziare la sua carriera agonistica nel settembre del 1975 con i colori della società Amici di Campiglione. Partecipa alla sua prima gara su strada ad Amandola, ma la sfortuna è in agguato, e una foratura lo costringe al ritiro. Ma Isidori non si demoralizza e prende il via alla gara di Campiglione, denominata “Trofeo Andrenacci”, si stacca in discesa e decide di ritirarsi. Ma suo padre lo costringe a continuare e lo incita per tutto il resto del percorso: “Quando ho terminato la gara – ammette sorridendo Isidori – era stato già tolto anche lo striscione d’arrivo”. Prove sfortunate che avrebbero fatto desistere anche il più ardimentoso dei ciclisti, ma Enzo Isidori non si scoraggia. E nella cronometro individuale Amandola Montefortino centra il suo primo piazzamento della storia, il quarto posto. La stagione volge ormai al termine, quello di Monte San Giusto è uno degli ultimi appuntamenti stagionali, Isidori indossata la maglia senza alcuna scritta e i pantaloncini in lana confezionati dalle amorevoli mani di mamma Edelia, sale in bicicletta. Cade pesantemente a terra sulla breccia, per un momento rivive le istantanee delle prime due sfortunate gare, ma si rialza prontamente e si lancia all’inseguimento dei battistrada. Lì raggiunge in salita e con un decisivo allungo nel finale centra la sua prima vittoria assoluta.  Nella stagione seguente, il 1976, acquista la prima bicicletta pagata 150.000 lire. Poi sceglie una bici Colnago che pagherà ben 350.000 lire. Partecipa a venti gare, centrando due vittori, tra cui la gara di Campiglione. Anche nel 1977 milita nella società Amici di Campiglione, partecipa a ventisei gare e vince due gare. Nel 1978 approda al G.C. Fe.Ma, partecipa a ventun gare e trionfa a S.Egidio alla Vibrata, Monte San Martino, Casette D’Ete, Monteverde davanti ad Ascani. Il Gruppo ciclistico Fe.Ma lo conferma per la stagione 1979, Isidori che nella vita svolge l’attività di commerciante di uova carica tutti i giorni la bicicletta nel camion per allenarsi prima di tornare a casa. Prenderà il via a trentotto gare, centrando sei vittorie e dodici secondi posti. Cogliendo anche il terzo posto nella classifica finale del Giro del Piceno: “non posso dimenticare la sconfitta al Giro del Piceno, quando nel finale, nonostante ero leader della gara, fui attaccato da Ascani e Marocchi che mi relegarono al terzo posto”

Enzo isidori. I primi anni '80

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